BTP Italia IT0005532715 e inflazione

BTP Italia (IT0005532715) e inflazione, come vediamo il futuro da oggi al 2028 e perchè l'inflazione non tornerà ai livelli pre-covid così presto
Rendimenti.it · 7 marzo 2023 · BTP

Internet in questi giorni si è riempita di articoli su quanto paga il nuovo btp italia (il 2% fisso), vorrei invece focalizzarmi sulla parte variabile, e andando anche un po' controcorrente. Perchè per quel che mi riguarda nonostante assisteremo quasi certamente a una riduzione dell'inflazione, questa nuova compagna non tornerà come la conoscevamo prima, e di certo non ci lascerà così facilmente.
Condivido qui sotto i 3 motivi che mi spingono a pensarla in questo modo e spero che siano per voi dei buoni spunti di riflessione:

L'obiettivo del 2% è superato

Il principale consigliere economico di Obama dal 2013 al 2017 e attualmente professore di politica economica ad Harvard, Jason Furman, si espresso sul tema dicendo che "Per ridurre gli aumenti dei prezzi al 2%, potremmo dover tollerare una disoccupazione del 6,5% per due anni", il quale ha aggiunto che per evitare una crisi sociale "stabilizzarsi a un tasso di inflazione del 3% è probabilmente più salutare per l'economia che stabilizzarsi al 2%".

Quindi si è vero che combattere l'inflazione dovrebbe essere l'obiettivo principale delle banche centrali oggi, ma a un certo punto andrebbe rivalutato il significato e il prezzo della vittoria in quella lotta.

Non è insomma impossibile che a un certo punto le banche centrali rivedano a rialzo questo storico obiettivo. 

Doppio picco inflattivo

Storicamente non abbiamo mai avuto l'inflazione che corre ai livelli attuali senza sperimentare un regime di inflazione a doppio picco.
Qui sotto un grafico dal 1955 a oggi:

Il motivo è semplice. Appena le tendenze disinflazionistiche diventano sempre più chiare, tutti (compresi i politici) gridano alla Fed e alla BCE di cambiare rotta.
Le banche centrali probabilmente cederanno sotto un'immensa pressione esterna, volta anche ad evitare una recessione causata dall'eccessivo innalzamento dei tassi. Basta vedere quanto intensamente e frequentemente si è discusso il cambio di rotta delle banche centrali più e più volte nell'ultimo anno, e la maggior parte dei gestori di asset, dei fondi pensione e delle banche d'investimento spera e prega ancora che il cambio di rotta arrivi a causa della loro allocazione, che si basa ancora principalmente su tendenze osservate dal 2008 al 2021.

La lezione sui tassi allo 0%

Gli anni dei tassi allo 0% hanno sicuramente contribuito all'inflazione che vediamo oggi, ma ci hanno anche insegnato che l'interesse allo 0% è un danno per l'economia, crea bolle e porta la persone e gli investitori a comportarsi in modo irresponsabile con il proprio denaro.

Non dubito dei progressi tecnologici esponenziali. Non dubito del progresso umano, ma dubito che un regime di tassi di interesse allo 0% sia un'idea intelligente. Un tale regime ci trasforma in irresponsabili.

I mercati cercheranno probabilmente di inseguire ancora una volta la narrativa del valore futuro del denaro a 0 nei prossimi anni, e assisteremo quindi a un periodo di deflazione prima che si verifichi la prossima ondata inflazionaria. L'investitore intelligente qui deve solo assicurarsi che il suo portafoglio sia sufficientemente protetto dall'inflazione per il decennio a venire. 


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