Quando compri un BTP sopra la pari — cioè a un prezzo superiore a 100 — alla scadenza perdi la differenza, perché lo Stato ti rimborsa sempre e solo 100. Questa perdita, però, non è del tutto "persa": genera un credito d'imposta che puoi usare per ridurre le tasse su futuri guadagni. Vediamo come funziona con numeri concreti.
Il credito d'imposta si genera solo quando acquisti un BTP a un prezzo superiore a 100 (sopra la pari) e lo porti a scadenza, oppure lo vendi a un prezzo inferiore a quello di acquisto.
Al rimborso ricevi 100, ma ne avevi pagati di più. Questa differenza è una minusvalenza, e il 12,5% di questa minusvalenza diventa il tuo credito d'imposta.
Se invece compri sotto la pari (prezzo inferiore a 100), non c'è credito: alla scadenza realizzi un guadagno su cui paghi il 12,5% di tasse. Nessun credito.
La formula è semplice:
Credito d'imposta = (Prezzo di acquisto - 100) × 12,5%
Con un investimento di 10.000€ (circa 90,9 titoli a 110), il credito sarebbe circa 113,64€.
Il credito d'imposta generato da una minusvalenza su titoli di stato può essere utilizzato per compensare plusvalenze su altri titoli di stato o strumenti finanziari che generano redditi diversi di natura finanziaria.
Attenzione: hai 4 anni di tempo per usarlo (anno in corso + 4 anni successivi). Se non lo utilizzi entro questo termine, il credito scade e lo perdi.
Il tutto avviene in automatico se operi in regime amministrato (la banca/broker calcola e compensa per te). In regime dichiarativo, devi gestirlo tu nella dichiarazione dei redditi.
Sui siti finanziari (incluso il nostro) il rendimento netto dei BTP sopra la pari include il credito d'imposta nel calcolo. Questo perché si assume che l'investitore riuscirà a utilizzarlo.
Ma nella realtà, se non generi plusvalenze sufficienti nei 4 anni successivi, il credito va perso. In quel caso, il tuo rendimento effettivo sarà inferiore a quello indicato.
Un BTP quota sopra 100 quando la sua cedola è più alta dei tassi di mercato correnti. Ad esempio, un BTP emesso nel 2019 con cedola del 3% può quotare a 105 in un contesto dove i nuovi BTP vengono emessi al 2%. Gli investitori sono disposti a pagare di più per una cedola più ricca, anche se perderanno qualcosa al rimborso.
Comprare sopra la pari non è necessariamente sbagliato. Può avere senso quando:
Non conviene quando: